Meno decisioni, più energia?

Molti avranno visto, in tv o sui social, le foto di Mark Zuckerberg che tiene un discorso su un palco. Parla di Facebook. Parla di cose importanti. Ad esempio, di cosa farà Facebook per la privacy degli utenti. Come implementerà questo e quello. Indossa una semplice t-shirt da nerd, di quel grigino dalla tinta indecifrabile che neanche con la mazzetta dei colori da pittore riesci a capirne il ral.

Giorgio Armani, uno degli stilisti più affermati del mondo, esce in pubblico con jeans e t-shirt nera. Sempre. Lui, che ha un atelier intero a disposizione.

Steve Jobs, il compianto re della Apple, aveva una maglia dolcevita nera per le grandi occasioni di public speaking. Sembra che ne avesse circa 90, e che le avesse commissionate ad uno stilista giapponese.

Perché chi potrebbe vestirsi ogni giorno come una rockstar, sceglie di apparire in pubblico sempre con la stessa mise?

Bè, ho trovato 3 ragioni, tutte interessanti (anche se la mia preferita è la prima):

Decision fatigue. Tutti arriviamo a fine giornata stravolti come se avessimo scalato l’Everest. Non è solo una fatica fisica. Preparati, vai al lavoro, nell’andare scodelli i bambini a scuola, pausa pranzo, finisci di lavorare, fai la spesa, riprendi i bambini da nonni/babysitter/piscina. Prepari la cena sognando di non dover sparecchiare mai più per tutta la vita, e poi cedi di schianto davanti alla tv. Mentre dormi sul divano col volume a 70, i bambini ti saltellano sopra come nella pubblicità della Chicco di tanti anni fa, e quando ti svegli di soprassalto ti chiedi perché tu sia così stanco. Bè a parte tutta la trafila di cui sopra (valida per le persone normali, non certo per i 3 amanti delle t-shirt di cui si è parlato prima), c’è la decision fatigue, la fatica decisionale. Cioè ogni giorno prendiamo decine e decine di decisioni che sprecano le nostre energie mentali. Mark Zuckerberg ha dichiarato che si veste sempre allo stesso modo perché vuole “prendere meno decisioni possibili per tutto ciò che non riguardi la community di Facebook”.  Sembra che se eliminassimo le decisioni inutili o comunque non determinanti nella nostra vita, come ad esempio decidere che maglietta indossare la mattina, la nostra mente si affaticherebbe di meno e magari riusciremmo a vederlo quel film sul divano mentre i piccoli ci saltellano intorno (forse). I big hanno preso molto sul serio questa considerazione e hanno deciso di non decidere. Decine di t-shirt tutte uguali e il gioco è fatto. Si possono eliminare molte decisioni poco utili semplificando e decidendo tutto prima. Cosa indossare, cosa mangiare, e così via. In effetti l’abbondanza di scelte, a volte, può essere faticosa per alcune persone. Immagino che chi è a capo di aziende così grandi debba fare moltissime scelte ogni giorno, ed eliminare la fatica di fare scelte poco utili può essere un aiuto prezioso.

Personal branding. Il secondo motivo alla base della scelta di vestirsi sempre allo stesso modo è costruire il proprio personal branding. Rendersi immediatamente riconoscibili, con un comportamento e/o con un look identificabile con te e te soltanto, è un grande vantaggio in termini di notorietà. Non so cosa potrebbe pensare il collega in ufficio che ogni giorno ti veda arrivare con la stessa camicia a righe, ma si può sempre spiegargli che ne abbiamo  25 tutte uguali e che vogliamo essere immediatamente riconoscibili. Sarebbe divertente provare.

Scaramanzia? Potrebbe anche darsi che alcuni vip, così come le normal people, o forse anche di più, siano scaramantici? Non ci sarebbe niente di male. A volte, per alcune persone, potrebbe essere rassicurante indossare la stessa cosa già messa in un’occasione importante andata bene, come ad esempio la stessa camicia messa per un esame universitario finito con l’agognato 30. Anzi, quale occasione migliore? Dopotutto i professori sono sempre diversi… Per i bambini si parla, in maniera un po’ poetica, di “pensiero magico”: i bambini amano ripetere dei gesti o delle frasi per tranquillizzarsi sull’andamento delle cose. Come dire che ripetere una sorta di trafila rassicurante (dico questo e questo, poi faccio quest’altro), possa in qualche modo dare l’illusione di controllare la realtà (se faccio questo, deve succedere quest’altro). Venire a conoscenza della teoria sul pensiero magico mi ha molto illuminato su certi comportamenti di mia figlia. “Devo salire le scale io prima di te, poi papà, poi dobbiamo dire la formula magica.” Queste richieste per me inspiegabili erano dettate dal pensiero magico, o meglio dal bisogno di sicurezza e di avere controllo sugli eventi. La società manda in ansia persino i bambini?

Ricapitolando, perché si fa un gran parlare delle t-shirt tutte uguali di Zuckerberg, Armani o Jobs? Perché dietro c’è l’idea di non sprecare le nostre energie mentali con decisioni poco utili, e perché è interessante studiare cosa contribuisce a formare il personal branding (la riconoscibilità attraverso un comportamento o un look che diventa un vero e proprio marchio di fabbrica). Per quanto riguarda il “pensiero magico” (o la semplice scaramanzia), bè forse fa parte del genere umano cercare di attirare un po’ di fortuna ripetendo una data trafila per rievocare un successo conseguito (un public speaking andato bene, un esame brillante).

Per una persona normale, che non sia famosa e non faccia public speaking, sarebbe un po’ difficile prendere in prestito quest’idea: si verrebbe presi probabilmente per matti o per poveracci indossando sempre la stessa mise. Quello che può essere interessante per molti invece, è l’idea di eliminare, dove possibile, le decine di scelte che per noi non sono utili, in modo da non sprecare energie mentali in cose che non sono realmente importanti per noi, e averne di più per i momenti della giornata che per noi contano. A volte possono bastare piccoli cambiamenti, come decidere di seguire una data routine in un certo momento della giornata, o raggruppare dei compiti simili tra loro e svolgerli tutti insieme ad una certa ora (ad esempio rispondere prima a tutte le email, poi fare tutte le telefonate, e così via).  Ovvio che non sempre sia possibile decidere tutto prima, così come è ovvio che ci possano essere imprevisti, emergenze e cambiamenti dell’ultimo minuto che sconvolgano le nostre belle e rassicuranti routine. Ci vuole flessibilità. Ma mettere ordine nel nostro lavorio mentale può essere un passo avanti per riconquistare un po’ di energia in più.

Photo Credit: http://www.nbcnews.com

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